Michel de Notre-Dame, Nostradamus (1503-1566)

Nostradamus

Michel de Notre-Dame, meglio conosciuto come Nostradamus, fu astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese.

Insieme a San Malachia, è ritenuto uno tra i più famosi e importanti scrittori di profezie della storia. Le Profezie di Nostradamus consistevano in quartine in rima, raccolte in gruppi di cento, nel libro “Les Vrayes Centuries et Propheties de Maistre Michel Nostradamus” (Le vere centurie e profezie del maestro Michel de Notre-Dame), edito ad Avignone nel 1556.

I sostenitori dell’attendibilità di queste profezie attribuiscono a Nostradamus la capacità di aver predetto un incredibile numero di eventi nella storia del mondo. Tuttavia i suoi detrattori sostengono che queste predizioni altro non sono che esempi di chiaroveggenza retroattiva. In altri termini, le quartine sono scritte in un modo così ambiguo che chiunque, a posteriori, può leggere o interpretare in esse ciò che meglio crede. Nostradamus non ha mai veramente previsto alcun evento.

Visse a lungo alla corte parigina esercitando un notevole influsso anche sulla regina Caterina de’ Medici. La regina consorte di Enrico II di Francia fu infatti una delle ammiratrici di Nostradamus e poco prima della sua morte lo nominò consigliere e medico del re Enrico III Valois.

Meno noto è l’interesse di Nostradamus per le confetture. Dalla sua penna scaturirono infatti ricette per frutti canditi o marmellate “asciutte” (come lui le chiamava) e le tecniche da lui descritte per conservare con lo zucchero la frutta, senza tuttavia seccarla com’era in voga all’epoca, suscitarono grande interesse.

Nel suo Traité des Fardements et Confitures (Trattato dei Condimenti e Conserve), edito a Lyon nello stesso anno in cui veniva dato alle stampe il suo primo almanacco (1556) Nostradamus trasmette ai posteri il “segreto” della trasformazione e conservazione delle sostanze “periture”, fino ad allora gelosamente conservato e tramandato per via orale fra pochi iniziati.

Le ricette

1. Per confettare le arance

scorze d'arancia

Ingredienti: scorza d’arancia – sale – zucchero o miele

Preparazione
«Prendete delle scorze di arancia, fatele bollire in acqua chiara assieme ad una bella manciata di sale. Fate bollire l’acqua finche non la vedrete diventar gialla, poi gettate l’acqua. Lavate le scorze cinque o sei volte in acqua ma senza lasciarle macerare e stando attenti a non romperle.
Quando saranno ben lavate, assaggiatele per vedere se non sentono di sale. Quindi fatele bollire in acqua chiara finche uno spillo vi entrerà facilmente, toglietele dal fuoco, mettetele in acqua fredda…
Quindi prendete le vostre scorze, mettetele in una tela ben netta, e fatele asciugare il più possibile.
Poi prendete zucchero o miele e fatelo fondere e cuocere a perfezione.
Quindi metteteci le scorze a bollire per un po’, poi togliete dal fuoco e mettete il tutto in un vaso avendo cura di riempirlo fino all’orlo.
Lasciate riposare…
Le vostre scorzette saranno buone il primo giorno, anche se quanto più la confettura riposa tanto migliore e gustosa diventa…».

2. Per fare cotognata

cotognata_nello_stampo

Prendete dodici cotogne e fatele cuocere in forno in una pentola di cottura, o in una teglia larga e bassa, e fate che le cotogne siano ben mature e gialle:
quando saranno ben arrostite al forno, tanto che saranno ben cotte, voi le toglierete dal forno, e le sbuccerete gentilmente, e poi le farete passare da una tela nuova e stretta, e ben stretto tanto che ne passi la maggior parte:
quando vedrete che il tutto sarà ben passato, voi prenderete della polpa che è passata, e la peserete, che ce ne siano quattro libbre, voi prenderete tre libbre di zucchero messo in polvere, e lo metterete con la polpa che è passata:
farete cuocere il tutto in una padella sul fuoco con dei carboni; e il fuoco sia in fondo:
avrete un bastone rotondo, e tanto che cuocerà non farete che mescolarlo incessantemente per paura che non si faccia bruciato:
per sapere quando sarà cotto, voi ne metterete con il bastone su un piatto di stagno e guarderete se la polpa è densa, e si ferma a goccia senza aderire al piatto, allora sarò cotto:
e dopo che sarà cotto, voi la metterete tutta calda in scatole o di legno o di vetro, come vi piacerà“.