Un’anatra all’arancia piuttosto meccanica

Anatra_all'arancia_meccanica

Il libro

Anatra all’arancia meccanica” del collettivo Wu Ming – Einaudi editore

La trama:

“Anatra all’arancia meccanica” del collettivo Wu Ming è una manciata di racconti infilzati come le anatre della Tasmania di Flynn (che è un personaggio del racconto “In like Flinn”) a formare una collana surreale e irriverente, grondante di caustica ironia e a tratti di grassa comicità.

I cinque di Wu Ming, maneggiando con disinvoltura un gergo greve insieme a immagini splatter di sconcertante brutalità, dimostrano, come già Henry Miller nel capolavoro pornografico “Opus pistorum”, che è possibile fare letteratura “alta” utilizzando gli scarti della cucina letteraria.

La raccolta trae il titolo dal racconto lungo “Canard à l’orange mécanique”, esilarante e ultraviolenta dissacrazione del mondo zuccheroso di Disney dove finalmente l’odiosissimo Zio Anatrone, alias Zio Paperone, è spennato vivo da un incazzatissimo Anatrino, alter ego di Paperino, che al grido di “andate affanculo, schiavisti! Sono settant’anni che faccio lo sfigato!” manifesta la propria raggiunta autoconsapevolezza, in un’orgia di violenza urbana.

La ricetta: anatra all’arancia ([1])

anatra_arancia

Abbiamo fatto un’eccezione: la ricetta non è tratta da libro, ma solo evocata dal suo titolo. L’occasione è, però, ghiotta per sfatare un mito a spese dei soliti francesi.

Al contrario di quanto si crede comunemente, la ricetta dell’anatra all’arancia non è originaria della Francia, bensì della Toscana. Nel XV secolo era uso comune, nelle cucine fiorentine, utilizzare il succo degli agrumi per conservare la carne. Da questa buona  pratica è verosimilmente derivata la ricetta del “paparo alla melarancia” esportata in Francia dopo il matrimonio di Caterina de’ Medici con Enrico II.

E’ però merito dei francesi l’averne fatto quel sublime piatto noto in tutto il mondo come “canard à l’orange” (che poi è la stessa cosa di “anatra all’arancia”, ma vuoi mettere la raffinatezza della citazione francese?)

 Ingredienti (per 6 persone)

  • un’anatra pulita ed eviscerata, di circa 2 chilogrammi

  • tre arance fresche e di scorza spessa

  • 100 g di burro

  • sale e pepe q.b.

  • mezzo Bicchiere di Grand Marnier

Preparazione:

Preparate l’anatra insaporendone l’interno con un pizzico di sale e con un cucchiaio scarso di burro; spalmatela di burro anche esternamente e spargete un pizzico di sale.

Mettete sul fuoco vivo un tegame già imburrato.
Quando il burro sarà sciolto, ponetevi l’arancia e fatela rosolare leggermente. Coprite quindi il tegame e mettetelo in forno a brasare lentamente a 160° C.

Dopo circa 1 ora e mezza togliete l’anatra dal tegame: la carne deve risultare leggermente rosata. Sgocciolate l’anatra dal liquido di cottura (che metterete però da parte) e tenetela in caldo.

Spelate un’arancia con un coltellino molto affilato, in modo da ottenere delle listarelle di buccia lunghe circa 5 cm, ma facendo attenzione a non staccare la parte bianca della scorza.

Sbollentate le bucce per 6 minuti, sgocciolatele, fatele raffreddare e tagliatele in bastoncini finissimi nel senso della lunghezza; ne occorre una cucchiaiata abbondante. Fate macerare i bastoncini per un paio d’ore ricoprendoli con il Grand Marnier.

Con lo stesso coltellino affilato asportate la buccia delle altre due arance in modo che sia ben visibile la polpa senza la parte bianca interna alla scorza.

Quindi ricavate da ogni arancia degli spicchi tagliati ‘a vivo’, cioè incidendo i singoli spicchi appena all’interno delle pelli di separazione, in modo che ne risultino totalmente privi.

Mettete sul fuoco il fondo di cottura dell’anatra a calore piuttosto vivo e, mescolando, fatelo ridurre a 2/3 di volume.

A questo punto aggiungetevi i bastoncini d’arancia e il Grand Marnier della marinata, diluito col succo di un’arancia. Fate ridurre di metà a calore vivace.

Staccate le cosce e le zampe dell’anatra, tagliatele in pezzi senza eliminare la pelle. Spellate il petto e ottenetene dei filetti. Disponete su un piatto da portata caldo i pezzi con la pelle, poi allineatevi sopra i filetti spellati.

Ricoprite con la salsa ben calda e guarnite il tutto con gli spicchi d’arancia pelati a vivo.

[1] La ricetta e le curiosità storiche sono tratte da http://www.academiabarilla.it