Una locusta al giorno leva la fame di torno

In futuro mangeremo insetti?  L’idea di cibarsi di insetti non è del tutto irragionevole. Qualche tempo fa un gruppo di ricercatori canadesi dell’Università McGill di Montreal,  grazie a un finanziamento da un milione di dollari messo a disposizione dal premio Hult 2013,  ha lanciato l’idea di raccogliere le cavallette che vivono nelle zone agricole di Messico, Thailandia e Kenya e di trasformarle in farina (il progetto è denominato Flour Power).

Del resto, secondo uno studio della Fao condotto in collaborazione con l’Università di Wageningen nei Paesi Bassi (Edible insects Future prospects for food and feed security, 2013),  nel mondo sono già oltre 1.900 le specie di insetti di cui si cibano gli esseri umani. A livello globale i più consumati sono: coleotteri (31 per cento); bruchi (18), api, vespe e formiche (14); cavallette, locuste e grilli (13).

L’argomento introduce uno splendido romanzo di Josè Saramago (o è il romanzo che introduce l’argomento?). Si tratta di “Il Vangelo secondo Gesu’ Cristo” (Feltrinelli, traduzione di Rita Desti).

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