D’Artagnan e la Crema Chantilly: Storia e Gusto

Si sa che percorrendo i vicoli stretti della gastronomia si possono attraversare i sentieri impervi della Storia o incrociare le strade arieggiate della Letteratura.

In uno di questi crocevia ci siamo imbattuti in D’Artagnan e nella crema Chantilly. O meglio, nell’intento di arricchire d’interesse la semplicità disarmante della ricetta della celebrata leccornia francese seguendone la storia, abbiamo incontrato il protagonista delle indimenticabili avventure di cappa e spada.

Ma che c’entra il celebre moschettiere di Alexsandre Dumas con la famosa crema francese? E’ presto detto. Continua a leggere “D’Artagnan e la Crema Chantilly: Storia e Gusto”

Il parfait di mandorle che piace a Montalbano

412 parole, tempo di lettura 2 minuti.

Nella raccolta di racconti “La prima indagine di Montalbano” (Mondadori, 2004) di Andrea Camilleri, il Commissario Montalbano gusta il famoso parfait di mandorle con cioccolata fusa, dolce siciliano d’eccellenza il cui nome originario è “Ali Pascià”. Continua a leggere “Il parfait di mandorle che piace a Montalbano”

I gueffos dell’Accabadora

129 parole, tempo di lettura 1 minuto

Michela Murgia, “Accabadora” (Einaudi, 2009)

Siamo a Soreni, un paesino della Sardegna, nei primi anni cinquanta. La piccola Maria Listru, ultima e indesiderata di quattro sorelle orfane, viene adottata da Bonaria Urrai, vedova benestante, divenendone “fillus de anima … i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell’altra“.

Maria e Tzia Bonaria, sarta del paesino, vivono come madre e figlia consapevoli entrambe di non esserlo. La vecchia offre alla piccola una stanza tutta sua, istruzione, rispetto e un futuro. La bambina, benché cresciuta nella povertà e nella disattenzione della famiglia di origine, si abitua presto alla nuova situazione, anche se non ne capisce le profonde e impegnative implicazioni.

Per la recensione e la ricetta vai alla pagina dedicata

Grandi cuochi del passato: Gioacchino Rossini

Non tutti sanno che il genio musicale pesarese, che ha regalato al mondo impareggiabili composizioni come “Il barbiere di Siviglia”, “La gazza ladra”, “Semiramide” e “Guglielmo Tell”, era anche un raffinatissimo gastronomo.

Dal carattere umorale e collerico ma pure gioviale bon vivant, amante della buona tavola e delle belle donne, durante il suo lungo soggiorno a Parigi come direttore del Théâtre talien,  dal 1824 al 1836, Rossini si diede smodatamente ai piaceri della tavola, che gli saranno fatali (“mangia come tre orchi, ingozza fino a venti bistecche al giorno“, scrive il suo ammiratore e biografo Stendhal). Continua a leggere “Grandi cuochi del passato: Gioacchino Rossini”

Lo sfincione della marescialla

171 parole, tempo di lettura 1 minuto

“La monaca” di Simonetta Agnello Horbny (Feltrinelli) è un romanzo ambientato nella Messina del 1839. E’ il 15 agosto e in casa del maresciallo Peppino Padellani di Opiri, fervono i preparativi  per la festa dell’Assunzione della Vergine. Continua a leggere “Lo sfincione della marescialla”