Paola Giardina e il cammino di riscoperta nel suo romanzo d’esordio

A passo di donna è un romanzo di Paola Giardina, pubblicato nel 2025 da Yorick Editore nella collana Storie in panchina. Si presenta come un’opera narrativa che mette al centro il percorso di una protagonista femminile, un viaggio simbolico e reale che intreccia introspezione, relazioni e trasformazione personale.

Il romanzo propone una storia intrisa di semplicità e profondità al tempo stesso, in cui il “camminare” rappresenta non solo lo spostarsi nello spazio, fuori dagli angusti limiti di un matrimonio fallito, ma soprattutto lo spostarsi dentro se stessi e le proprie possibilità. La figura femminile protagonista, dal nome evocativo di Speranza, sembra incarnare un percorso di autoaffermazione e riscoperta. Il passo diventa quindi metafora di un cammino di crescita e di conquista della propria voce.

In “A passo di donna” emergono dinamiche relazionali — con altre persone e con se stessi — che fungono da catalizzatori per la trasformazione del personaggio. Il titolo stesso suggerisce un andamento meditativo, che privilegia riflessione e ritmo interno rispetto a colpi di scena frenetici. Il “passo” diventa così il ritmo della narrazione. Paola Giardina dipana una narrazione calma, sommessa ma intensa, che predilige l’introspezione ai dialoghi veloci: un ritmo che invita il lettore a fare proprio il passo emotivo della protagonista.

Un libro agile ma denso di significato, lontano dalle trame complesse di grandi romanzi, ricco di sensazioni, pensieri e momenti di consapevolezza.


La ricetta. Vivaddio anche in questo romanzo si mangia, e si mangia bene: “Crema di porri e patate con rosmarino, fonduta di parmigiano con menta, lamelle crude di porcini, pesto di barbabietole rosse con mandorle tostate, battuto di lardo con composta di mirtilli per accompagnare borlengo e gnocco fatto con le mie mani e le mille lame di questo frullatore” è il sontuoso menù di una cena tra amici. Ma a tutto questo preferiamo la semplicità fragrante della sfogliatella, consumata a Napoli “all’antico forno dei fratelli Attanasio“. Qui la ricetta.

Ci vorrebbe davvero un pò di gioia!

Parliamo della riscoperta di uno dei romanzi italiani più audaci e liberi del Novecento. Pubblicato integralmente ventidue anni dopo la sua stesura, è ancora un romanzo di sconcertate attualità.

“L’arte della gioia”, di Goliarda Sapienza, è un romanzo poderoso, anticonvenzionale e sorprendentemente moderno, scritto tra gli anni ’60 e ’70 ma pubblicato integralmente solo dopo la morte dell’autrice. Racconta l’intera vita di Modesta, nata poverissima il 1° gennaio 1900, che attraverso intelligenza, desiderio, volontà e un’irriducibile fame di libertà costruisce il proprio destino in un’Italia che cambia.

Il romanzo segue Modesta dall’infanzia segnata dalla miseria fino all’affermazione sociale e intellettuale, passando per amori, rapporti di potere, manipolazioni e scelte scandalose per la morale del tempo. Modesta non è una protagonista “buona”, ma è profondamente umana, complessa, ribelle, capace di prendere ciò che vuole e di amarsi senza vergogna. Questo la rende unica e, per molti lettori, indimenticabile.

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La Salsa Assassina (per i fanatici di crime story)

Gianni Farinetti, “Un delitto fatto in casa” (Marsilio, 1996)

“…Perché la colpa è solo mia, pensa la vecchia cuoca di casa Gaurienti soffiandosi rumorosamente il naso, mia e del mio maledetto bagnet vert.  Gli piaceva tanto al me Cesare e invece con tutto quel peperoncino me lo ha ucciso.”

Davvero la vecchia cuoca ha ucciso, sia pure senza volerlo, Cesare Gaurienti, capostipite dispotico e indiscusso di una famiglia alto borghese, il suo Cesare? Ma procediamo con ordine.

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Ci vorrebbe un altro miracolo economico italiano. E se cominciassimo da pane e pomodoro?

Straordinarie trasformazioni dello stile di vita, del linguaggio e dei costumi degli italiani, accompagnati da un deciso aumento del tenore di vita delle famiglie, avrebbero rappresentato quella irripetibile accelerazione della crescita economica soprannominata  “il miracolo economico italiano”.

E’ quello il periodo in cui si spalma la trama del bel romanzo di Paolo Nelli, “Trattato di economia affettiva”.

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‘Diecimila muli’: la guerra, la fame e il riscatto post-bellico

“La testina di agnello fritta non è il boccone preferito di Peppino, ma di suo padre. E in questa circostanza straordinaria glien’è venuta una voglia incontenibile”.

Il libro: Diecimila muli” di Salvatore Maira, Bompiani 2016

La trama:  La circostanza straordinaria, da festeggiare con una testina di agnello fritta, è la conclusione di un grosso affare che benché gravido di rischi e d’imprevisti è concluso con esito insperabilmente positivo. Un successo frutto di calcolo e di avidità, certo, ma anche di propensione all’azzardo e della furbizia propria della fiera che guata con circospezione l’avversario, ne studia il punto debole e poi colpisce con ferocia fulminea.

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