Il risotto di Gadda

Nel 1946 fu pubblicato per la prima volta, in cinque puntate sulla rivista Letteratura, il più noto romanzo di Emilio Gadda, Quer pasticciaccio brutto di Via Merulana. La vicenda è ambientata nella Roma degli anni ’20.

Tra queste due date, era il 1938, una famosissima canzone (scritta da Carlo Innocenzi e Alessandro Sopranzi) recitava, a ritmo di foxtrot con passaggi di swing, “se potessi avere mille lire al mese, senza esagerare, sarei certo di trovar tutta la felicità!”

Dunque tra le brume plumbee del fascismo e il secondo dopo-guerra di ricostruzione e speranza, si inserisce il sogno di una felicità intima, privata, fatta di mogliettine appagate  semplici e carine, di casettine ordinate di periferia e, appunto, di mille lire al mese.

Ma torniamo al romanzo di Gadda.

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Una locusta al giorno leva la fame di torno

In futuro mangeremo insetti?  L’idea di cibarsi di insetti non è del tutto irragionevole. Qualche tempo fa un gruppo di ricercatori canadesi dell’Università McGill di Montreal,  grazie a un finanziamento da un milione di dollari messo a disposizione dal premio Hult 2013,  ha lanciato l’idea di raccogliere le cavallette che vivono nelle zone agricole di Messico, Thailandia e Kenya e di trasformarle in farina (il progetto è denominato Flour Power).

Del resto, secondo uno studio della Fao condotto in collaborazione con l’Università di Wageningen nei Paesi Bassi (Edible insects Future prospects for food and feed security, 2013),  nel mondo sono già oltre 1.900 le specie di insetti di cui si cibano gli esseri umani. A livello globale i più consumati sono: coleotteri (31 per cento); bruchi (18), api, vespe e formiche (14); cavallette, locuste e grilli (13).

L’argomento introduce uno splendido romanzo di Josè Saramago (o è il romanzo che introduce l’argomento?). Si tratta di “Il Vangelo secondo Gesu’ Cristo” (Feltrinelli, traduzione di Rita Desti).

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Pasqua 1932. Quando le case erano chiuse!

104 parole, tempo di lettura 1 minuto

Napoli, 1932. Manca una settimana a Pasqua e la città è satura di colori e di profumi, quelli inebrianti della primavera imminente e quelli invitanti delle cucine, dove alacri massaie preparano il pranzo pasquale secondo le ricette delle tradizioni partenopea e cilentana (i casatielli, il ragù alla cilentana, la sublime pastiera).

E’ in questo scenario che Cennamo Maria Rosaria, in arte “Vipera” la meglio puttana del “Paradiso”,  esclusiva casa di tolleranza nella centralissima via Chiaia, viene trovata uccisa, soffocata da un cuscino (“Trasite, hanno ammazzato a Vipera”).

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“Il peso della farfalla” di Erri De Luca

88 parole, tempo di lettura 1 minuto

Nel romanzo di De Luca, un camoscio e un cacciatore si affrontano in un aspro paesaggio montano. Il camoscio percepisce la fine della sua supremazia, mentre l’uomo, stanco e implacabile, rappresenta la figura del “re dei camosci”. Il duello, privo di compassione ma intriso di rispetto, culmina in un abbraccio mortale e poetico, simbolo di due solitudini che si avvicinano.

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Recensione e ricetta sono tratte da “Romanzi Fritti a colazione e altre prelibatezze” (Il Cuoco Leterato, Yorick Editore 2015). Proprietà letteraria riservata.