I gueffos dell’Accabadora

129 parole, tempo di lettura 1 minuto

Michela Murgia, “Accabadora” (Einaudi, 2009)

Siamo a Soreni, un paesino della Sardegna, nei primi anni cinquanta. La piccola Maria Listru, ultima e indesiderata di quattro sorelle orfane, viene adottata da Bonaria Urrai, vedova benestante, divenendone “fillus de anima … i bambini generati due volte, dalla povertà di una donna e dalla sterilità dell’altra“.

Maria e Tzia Bonaria, sarta del paesino, vivono come madre e figlia consapevoli entrambe di non esserlo. La vecchia offre alla piccola una stanza tutta sua, istruzione, rispetto e un futuro. La bambina, benché cresciuta nella povertà e nella disattenzione della famiglia di origine, si abitua presto alla nuova situazione, anche se non ne capisce le profonde e impegnative implicazioni.

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Una spy story di cappa e spada

272 parole, tempo di lettura 1 minuto

Il romanzo è “Q”, di Luther Blissett (Einaudi).

Siamo nel 1500 circa. Mentre in Turchia i miniaturisti del Maestro Osman sono intenti ad  ammazzarsi coscienziosamente a vicenda, a Venezia “Pietro Perna si lancia nella descrizione del piatto forte della serata: il merluzzo essiccato”.

“Q” è un personaggio  anonimo, misterioso e sfuggente che si firma con la lettera iniziale dell’Ecclesiaste (in ebraico Qohèlet). “Q” è una spia del Cardinale Carafa (futuro Papa Paolo IV) ed è l’antagonista del Narratore oltre che, simbolicamente, la sua metà negativa.

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