Il libro: “Il Vangelo secondo Gesu’ Cristo” di Jose’ Saramago, Feltrinelli, traduzione di Rita Desti.
La ricetta: frittelle di farina di locuste

La trama
Nel romanzo di Saramago, per la ricorrenza della Pèsach (la Pasqua ebraica che ricorda l’esodo e la liberazione del popolo israelita dall’Egitto) un vicino di casa invita alla propria mensa la famiglia del giovane Giuseppe il falegname. La tavola è imbandita con cibi rituali, matzot (pane azzimo) erbe amare e, a sorpresa, frittelle di farina di locuste, per onorare la memoria dei patriarchi che guidarono il popolo ebraico nel deserto.
Lo scrittore portoghese, premio Nobel per la letteratura nel 1998, attinge all’Antico e al Nuovo Testamento per rielaborare, secondo una prospettiva tutta terrena, la vita di Gesù Cristo dalla nascita, preannunciata da un angelo-demone ma avvenuta a seguito di un normale rapporto carnale tra Maria e Giuseppe, fino alla morte atroce sulla croce con l’amara affermazione «Uomini, perdonatelo, perché non sa quello che ha fatto».
Il riferimento è al Padre che nel romanzo appare come un dio atavico assetato di sangue e di gloria, inquietante e spietato, che riesce persino a sconvolgere il Demonio, presente durante il dialogo insensato che si svolge sul lago Tiberiade tra il Padre e il Figlio.
Pubblicato nel 1991, il romanzo, per l’ottica dissacrante e sovversiva con cui umanizza la figura di Gesù, scandalizza la Chiesa che accusa lo scrittore di blasfemia e rispolvera i toni da antica inquisizione anche all’uscita del romanzo “Caino”, infierendo persino, assai poco caritativamente, sulla memoria dello scrittore dopo la sua morte, avvenuta nel 2010.
Il Gesù di Saramago è una figura dolorosamente umana. Anticonformista e ribelle, consapevole della propria discendenza da un dio infantile e grottesco, capriccioso come una divinità greca, cerca inutilmente di sottrarsi al gioco crudele che il Padre divino ordisce ai danni di un’umanità non redenta, malgrado il supremo sacrificio sulla croce, e destinata invece a una serie interminabile di sofferenze, atrocità e martiri in nome di quella stessa croce.
Un libro complesso, dunque, e di sconvolgente bellezza.
La ricetta: frittelle di farina di locuste
Davvero volete la ricetta di frittelle di locuste?
Se desiderate provarci dovete lavare gli insetti più volte e asciugarli, prima di macinarli, in modo tale da raggiungere la consistenza del germe di grano.
Una volta ricavata la farina, questa può essere lavorata per fare pane, pasta, tortillas o anche frittelle (se volete servirle per la Pasqua ebraica non dovete, ovviamente, fare lievitare l’impasto).
