Gastroturismo: Valle d’Aosta

La Fonduta valdostana è un piatto tipico regionale che si prepara con uno dei formaggi simbolo della Val d’Aosta, a marchio Dop, ovvero la fontina.

Ingredienti
fontina, g 100 per persona
latte
burro, g 20 per persona
un tuorlo d'uovo a persona
tartufo d'Alba
pane casereccio

Preparazione
Per la ricetta della fonduta valdostana, affettate la fontina (g 100 per persona) e mettetela in un recipiente piuttosto stretto con tanto latte quanto basta a coprirla leggermente. Lasciatela a bagno per almeno tre ore. Al momento di preparare la fonduta, sgocciolate il formaggio. Mettete in un tegame il burro (g 20 a persona) e fatelo sciogliere con circa la metà del latte di infusione.

Aggiungete la fontina e, quando incomincerà a "filare", unite i tuorli d'uovo (uno per persona), non unendo il successivo se il precedente non sarà stato perfettamente amalgamato. Assaggiate, al caso aggiustate di sale e servite subito, dopo aver spolverizzato la fonduta con un'abbondantissima grattugiata di tartufo d'Alba. Accompagnatela con fette di pane casereccio o di pancarré tostate.

La fonduta si può cuocere anche a bagnomaria o preparare direttamente in tavola, riscaldando il recipiente di cottura sull'apposito fornelletto ad alcool. Per evitare che "impazzisca", impastate il burro con una cucchiaiata di farina o di fecola e stemperatelo con il latte, quindi aggiungete il formaggio.

Per rendere la fonduta più saporita, mescolate alla fontina normale alcune fettine di quella piccante e, se vi piacciono i sapori "decisi", cuocete insieme al formaggio uno spicchio d'aglio intero che scarterete prima di servire la fonduta, che deriva probabilmente il suo nome da Font, nel comune di Quart in Valle d'Aosta. Si ritiene che proprio in quel piccolo centro incominciò, intorno al 1700, la produzione di un formaggio con caratteristiche molto simili a quelle della fontina.

La ricetta è tratta da https://www.lacucinaitaliana.it

(torna al sommario)

La “Micóoula”, pane dolce di segale e frumento, con castagne, uvetta e noci o fichi di origine medioevali, è un prodotto valdostano definito ufficialmente “tradizionale” da parte del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali.

Come si prepara

Il giorno prima di preparare la Micòoula immergi le castagne secche nell’acqua per farle ammorbidire. Poi mescola la farina di segale valdostana e di frumento con l’aggiunta di lievito disciolto in acqua tiepida e di sale disciolto anch’esso in acqua. Continua ad impastare fino al raggiungimento di una pasta morbida e omogenea e infine lascia riposare l’impasto ottenuto in un luogo riparato e temperato per circa un’ora. Trascorso il tempo necessario, verifica che la pasta sia lievitata. Come? Con il metodo della fiammella, un antica tradizione tramandata nel tempo, in auge ancora oggi, che consiste nel fare un buco nella pasta lievitata e accendere subito un fiammifero al di sopra: se si spegne la pasta è lievitata, se resta acceso occorre aspettare ancora un po’.
Una volta che la pasta è lievitata aggiungi gli ingredienti: le castagne scolate dall’acqua, l’uva passa, le noci sgusciate e i fichi secchi. Occorre mescolare bene il tutto per evitare di ottenere pani troppo ricchi o troppo poveri di ingredienti.
Dall’impasto ottenuto forma dei panetti di circa 6-10 cm di altezza e 10-15 di diametro e infornali in forno preriscaldato a una temperatura tra 180-250° C a seconda del tipo di forno. Dopo circa 60-90 minuti di cottura, sforna e fai raffreddare, disponendoli su appositi scaffali.
Questo pane è perfetto come base per gli antipasti, insieme al lardo della vicina Arnad, alla tipica mocetta valdostana, oppure ai formaggi erborinati.

La ricetta è tratta da https://www.lacucinaitaliana.it

(torna al sommario)

 Ricetta tipica del nord Italia, la polenta concia valdostana è una delle più apprezzate varianti.

Ingredienti
Farina di mais 350 g
Burro 80 g
Fontina 170 g
Toma stagionata 170 g
Acqua 1,5 l
Olio extravergine d'oliva 1 cucchiaio
Sale 1 cucchiaio
Pepe nero q.b.

Preparazione
In una pentola antiaderente, a fondo spesso e molto capiente, lasciate bollire un litro e mezzo d’acqua. Poco prima di giungere a bollore, aggiungete una manciata di sale (circa un cucchiaio).

Mentre l’acqua si scalda, tagliate a cubetti la fontina. Riguardo agli altri formaggi grattugiate bene la toma. Disponete tutto in una ciotola e tenete da parte.

Al momento dell’ebollizione, abbassate leggermente la fiamma e iniziate a versare la farina di mais a pioggia. Lasciatene cadere poco alla volta, mescolando energicamente con un cucchiaio di legno o una frusta.

Aggiungete un filo d’olio per evitare che si formino i grumi. Regolate la fiamma quasi al minimo, cuocete e continuate a mescolare per 40/50 minuti.

Al termine della cottura, unite i formaggi precedentemente tagliati e il burro, e lasciali amalgamare con la polenta. Servitela in tavola ben calda aggiungendo qualche tocchetto di burro e fontina, e una spolverata di pepe nero.

La ricetta è tratta da www.buonissimo.it

(torna al sommario)