Natale in Svezia. Due misteriose scomparse e un investigatore mezzo italiano, per il cognome, e mezzo svedese per quel che mangia, creano l’atmosfera giusta per provare a gustare dei deliziosi blinis.
Parliamo di “L’uomo senza un cane” horror fiction di Hakan Nesser, (editore TEA)
(Nota bene: nella finzione letteraria il patetico e inconcludente Robert – la cui impresa più memorabile è quella di masturbarsi in diretta tv completamente ubriaco – scrive un romanzo dal titolo, a sorpresa, “L’uomo senza un cane” per fortuna, almeno quello, rimasto inedito).
La trama. A pochi giorni da Natale, la famiglia Hermansson si riunisce per festeggiare i sessantacinque anni di Karl-Erik, padre encomiabile, insegnante in pensione e uomo tutto d’un pezzo e i quaranta di Ebba, la sua figlia prediletta. Ma la sparizione, quasi contemporanea, di Robert prima, pecora nera della famiglia e di Henrik poi, primogenito quasi perfetto di Ebba, gettano la famiglia nell’angoscia. Le indagini sono affidate all’ispettore Gunnar Barbarotti (nome svedese e cognome italiano) che, senza l’aiuto del caso o, forse, di un Dio la cui esistenza è sotto esame da parte del poliziotto, non riuscirebbe mai nell’ingrato compito di sciogliere il doppio enigma. Intanto il caso si complica sempre più, aggiungendo orrore e pazzia all’angoscia, in un tripudio finale di cadaveri fatti a pezzi e assassini insospettabili. Tanto orrore e così poco da mangiare.
