La Serie su Antonin Carême: un viaggio nell’Alta Cucina

La storia di Antonin Carême, cuoco di Napoleone, del re inglese Giorgio IV, dello Zar Alessandro I e del banchiere Rothschild nonché inventore del toque blanche, il classico cappello del cuoco, diventa una serie (su Apple tv+ dal 30 aprile) con Benjamin Voisin ad interpretare l’affascinante chef protagonista dell’alta cucina francese.

A quasi duecento anni dalla sua morte (Carême morì in Germania nel 1833, a soli 48 anni,a causa delle conseguenze della continua inalazione di fumi di carbone abituali nelle cucine dell’epoca), il regista Martin Bourboulon (Papa ou Maman, Eiffel e il dittico del 2023 I tre moschettieri – D’Artagnan e Milady) firma la serie sul famoso cuoco e scrittore francese.

La serie è ispirata al libro “Cooking for Kings: The Life of Antonin Carême, The First Celebrity Chef“, dello storico inglese Ian Kelly. Nella trasposizione cinematografica si immagina che lo chef venga coinvolto nelle trame complicate di Talleyrand trasformandolo in una spia. Sesso cibo e politica sono quindi i tre pilastri narrativi giocati per la realizzazione del progetto televisivo.

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Stupisci i tuoi ospiti con una cena del ‘400

Le ricette che vi proponiamo sono di Maestro Martino da Como, cuoco del ‘400. La cena prevede un antipasto di “frittelle ripiene di vento” , una “carbonata di pancetta” e, per finire, un dessert a base di mele, “frittelle di poma“.

Benché di semplicissima preparazione le ricette garantiscono un sicuro successo con i vostri ospiti più esigenti, promuovendo la vostra cucina come raffinata e “colta” (ma preparatevi bene sulla storia dello chef).

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Il pranzo di Natale? Cadaveri a pezzi, blinis e caviale

Natale in Svezia. Due misteriose scomparse e un investigatore mezzo italiano, per il cognome, e mezzo svedese per quel che mangia, creano l’atmosfera giusta per provare a gustare dei deliziosi blinis. 

Parliamo di L’uomo senza un cane”  horror fiction di Hakan Nesser, (editore TEA)

(Nota bene: nella finzione letteraria il patetico e inconcludente Robert – la cui impresa più memorabile è quella di masturbarsi in diretta tv completamente ubriaco – scrive un romanzo dal titolo, a sorpresa, “L’uomo senza un cane” per fortuna, almeno quello, rimasto inedito).

La trama. A pochi giorni da Natale, la famiglia Hermansson si riunisce per festeggiare i sessantacinque anni di Karl-Erik, padre encomiabile, insegnante in pensione e uomo tutto d’un pezzo e i quaranta di Ebba, la sua figlia prediletta. Ma la sparizione, quasi contemporanea, di Robert prima, pecora nera della famiglia e di Henrik poi, primogenito quasi perfetto di Ebba, gettano la famiglia nell’angoscia. Le indagini sono affidate all’ispettore Gunnar Barbarotti (nome svedese e cognome italiano) che, senza l’aiuto del caso o, forse, di un Dio la cui esistenza è sotto esame da parte del poliziotto, non riuscirebbe mai nell’ingrato compito di sciogliere il doppio enigma. Intanto il caso si complica sempre più, aggiungendo orrore e pazzia all’angoscia, in un tripudio finale di cadaveri fatti a pezzi e assassini insospettabili. Tanto orrore e così poco da mangiare.

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A proposito di Notre Dame: parliamo di Nostradamus e delle sue marmellate

Michel de Notre-Dame, meglio conosciuto come Nostradamus, fu astrologo, scrittore, farmacista e speziale francese.

Insieme a San Malachia, è  uno tra i più famosi scrittori di profezie della storia. Le Profezie di Nostradamus consistevano in quartine in rima, raccolte in gruppi di cento nel libro “Les Vrayes Centuries et Propheties de Maistre Michel Nostradamus” (Le vere centurie e profezie del maestro Michel de Notre-Dame), edito ad Avignone nel 1556.

Meno noto è il suo Traité des Fardements et Confitures (Trattato dei Condimenti e Conserve), edito a Lyon nello stesso anno in cui veniva dato alle stampe il suo primo almanacco (1556) con cui Nostradamus trasmette ai posteri il “segreto” della trasformazione e conservazione delle sostanze “periture”, fino ad allora gelosamente conservato e tramandato per via orale fra pochi iniziati.

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‘Diecimila muli’: la guerra, la fame e il riscatto post-bellico

“La testina di agnello fritta non è il boccone preferito di Peppino, ma di suo padre. E in questa circostanza straordinaria glien’è venuta una voglia incontenibile”.

Il libro: Diecimila muli” di Salvatore Maira, Bompiani 2016

La trama:  La circostanza straordinaria, da festeggiare con una testina di agnello fritta, è la conclusione di un grosso affare che benché gravido di rischi e d’imprevisti è concluso con esito insperabilmente positivo. Un successo frutto di calcolo e di avidità, certo, ma anche di propensione all’azzardo e della furbizia propria della fiera che guata con circospezione l’avversario, ne studia il punto debole e poi colpisce con ferocia fulminea.

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