La Salsa Assassina (per i fanatici di crime story)

Gianni Farinetti, “Un delitto fatto in casa” (Marsilio, 1996)

“…Perché la colpa è solo mia, pensa la vecchia cuoca di casa Gaurienti soffiandosi rumorosamente il naso, mia e del mio maledetto bagnet vert.  Gli piaceva tanto al me Cesare e invece con tutto quel peperoncino me lo ha ucciso.”

Davvero la vecchia cuoca ha ucciso, sia pure senza volerlo, Cesare Gaurienti, capostipite dispotico e indiscusso di una famiglia alto borghese, il suo Cesare? Ma procediamo con ordine.

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Un buon caffè da gustare con lentezza. Una breve vacanza dallo stress…

Un buon caffè, l’aroma che sale lieve alla narici, il ritmo lento di un’antica ricetta: una breve vacanza dallo stress.

Siamo costantemente incalzati dall’annuncio di catastrofi imminenti. Le emergenze ci tallonano togliendo sapore alla vita. C’è l’allarme ambientale  e climatico con i mari inquinati e i pesci imbottiti di mercurio e plastica; l’emergenza economica con la recessione dietro l’angolo e il lavoro che non si trova; l’emergenza immigrazione con gli stranieri che ci tolgono il lavoro e stuprano le nostre donne; l’emergenza femminicida con le nostre donne massacrate da italianissimi uomini. E poi le guerre! Basta! Prendiamoci una pausa, magari con un buon caffè napoletano preparato con lenta consapevolezza secondo il rito descritto da Pasquale Lojacono al dirimpettaio prof. Santanna.

Parliamo diQuesti fantasmi! “, scritta da Eduardo De Filippo nel 1945 ed interpretata dallo stesso commediografo il 7 gennaio 1946, al Teatro Eliseo di Roma, con la Compagnia «Il Teatro di Eduardo con Titina De Filippo».

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Stupisci i tuoi ospiti con una cena del ‘400

Le ricette che vi proponiamo sono di Maestro Martino da Como, cuoco del ‘400. La cena prevede un antipasto di “frittelle ripiene di vento” , una “carbonata di pancetta” e, per finire, un dessert a base di mele, “frittelle di poma“.

Benché di semplicissima preparazione le ricette garantiscono un sicuro successo con i vostri ospiti più esigenti, promuovendo la vostra cucina come raffinata e “colta” (ma preparatevi bene sulla storia dello chef).

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Quando cucina “Eros”…

“Dolce come il cioccolato”, di Laura Esquivel è un romanzo di magia, amore, sesso, drammi e tanta buona roba da mangiare.

Il romanzo è diviso in dodici sezioni intitolate, ciascuno, ad un mese dell’anno. Ogni sezione inizia con una ricetta messicana.

La protagonista, Tita, “nata prematura sopra il tavolo della cucina attirata dagli odori del cibo e piangendo per la presenza della cipolla”, si innamora già adolescente di Pedro, ma non può sposarlo perché, essendo figlia minore, dovrà accudire la dispotica madre nella vecchiaia, seguendo un’antica tradizione messicana.

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Stoccafisso o baccalà?

Finché è vivo e guizzante si chiama ancora gadus morhua, pesce della famiglia dei Gadidi, ordine dei Teleostei, sottordine degli Anacantini. Insomma, merluzzo.

Dopo essere stato pescato, decapitato ed eviscerato il suo destino s’imbatte in un bivio: essiccato all’aria fredda e asciutta dei paesi del nord diviene pescestocco o stoccafisso, acconciato sotto sale e imbarilato diviene baccalà.

Ma qualunque cosa sia diventato il fu gadus morhua  ritrova presto la sua vera, unica e nobile ragion d’essere: la cucina.

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